venerdì 27 giugno 2014

In pace con la propria natura: bilanciare gli elementi


Jackson Lake, Grand Teton National Park, Wyoming

In Wyoming, nel cuore delle Rocky Mountains, l'avventura americana è da Far West: ci sono i rodei (che, personalmente, non gradisco: gli animali li preferisco liberi e lontani dagli show!), i ranch, i bisonti con il muschio sulla gobba.

Guidando verso Jackson Hole, nella zona dei parchi Grand Teton e Yellowstone, si ammirano montagne, laghi e spazi verdi degni della famosa Casa nella Prateria. Si respira pace, si sente che la natura qui è presente più dell'uomo (la densità della popolazione è bassa), si incontrano animali selvatici guidando lungo la strada.

Bisonti pascolano nella Hayden Valley, Yellostone











Passeggiare nella natura può essere un ottimo modo per purificarsi respirando aria pulita e trovare un po' di pace nel suo silenzio o nei suoi suoni confortanti.
Tranne forse quando devi avere a che fare con le zanzare e il loro ronzio fastidioso nei pressi di laghi e ruscelli. Oppure quando ti becca il diluvio nel pieno della passeggiata. Oppure quando i cartelli lungo i sentieri ti ripetono di fare attenzione agli incontri ravvicinati con i Grizzly, descrivendoti nei dettagli cosa fare: non correre via, indietreggia lentamente, se l'orso carica buttagli lo spray al peperoncino in faccia (bomboletta che vendono alla modica cifra di 50 dollari ai Visitor Centers e io non ho comprato!), se arriva ad attaccarti... fight back, contrattacca! E ti credo!


 











Kepler Cascades, Yellowstone National Park

Lower Falls, Yellowstone National Parks

Eppure anche questo fa parte dell'avventura e può essere un modo per confrontarsi con le capacità del proprio sistema nervoso che può essere responsivo e adattarsi oppure crollare e rovinarci l'esperienza.

La natura là fuori ci può insegnare a fare pace con la nostra natura interiore, attraverso gli elementi.

Siamo saldi e forti come rocce e montagne?
Calmi e pacati come laghi?
Ribolliamo di rabbia e fuoco come i geyser?
Voliamo via come foglie al minimo soffio di vento?

Phelps Lake, Grand Teton National Park




Geyser lungo uno dei trail, Yellowstone National Park

Old Faithful geyser, Yellowstone National Park

Qualunque sia la nostra natura, è bellissima così com'è. Però a volte alcuni elementi dominano su altri e ci possiamo sentire sbilanciati, in conflitto con noi stessi e con chi ci sta intorno.
Giocare con gli elementi è divertente e soprattutto utile per conoscersi, ad esempio: si può prestare attenzione a ogni passo con cui i piedi toccano la terra se la testa tende ad essere per aria, oppure nutrire un cuore da troppo tempo inaridito aumentando la dose di acqua, cioè lasciando fluire le emozioni tenute dentro.

Yellowstone Lake

Una volta riconosciuti i propri elementi, si può meditare per bilanciarli. Non sempre si può viaggiare o trovarsi nella natura, ma si può portare quella pace dentro di sé ovunque.
Una meditazione per esempio in caso di turbamento da tromba d'aria nel cervello potrebbe essere fare il lago e la montagna: acqua e terra calmano e radicano moltissimo.
Chiudere gli occhi, respirare con molta calma e sentire che la propria pelle, gli organi, l'intero corpo assumono le sembianze di quel lago sotto le montagne, dove il cielo è terso, l'acqua cristallina e l'aria pura.

Ogni giorno è diverso e, al di là della costituzione a cui tendiamo, gli elementi possono variare, perciò ascoltarsi è fondamentale. Soprattutto, è importante volersi bene accettando la propria natura senza stravolgerla: basta studiarne l'ecosistema e rispettarne gli equilibri, in armonia con se stessi.


Phelps Lake, Grand Teton National Park

mercoledì 25 giugno 2014

Life elevated


Great Salt Lake, Utah


Alla fine io e il mio compagno di viaggio abbiamo ceduto all'ennesimo richiamo di una nuova avventura: questa volta inizia dalle montagne dello Utah, a Salt Lake City. Lasciati alle spalle i 40 gradi di Washington DC, in valigia ci sono anche lavoro e studio (che non finiscono solo perché ti sposti verso la costa opposta) insieme alle emozioni in crescita di questi ultimi mesi.

Come posso resistere di fronte a una provocazione come quella che mi si para di fronte appena scesi dall'aereo? Benvenuti in Utah, dice il cartello, elevated life: vita elevata. Ovvio, qui siamo a circa 1300 metri, ma non è questo l'aspetto che mi interessa. Soprattutto visto che il giorno dopo si guiderà fino in Wyoming e i metri si faranno più di 2000 al Grand Teton e poi a Yellowstone: non c'è confronto. Quello che mi piace è il concetto di elevare la vita... ti pareva!

Si parte dalle mosche. Perché la vita è fatta anche di questo: fastidiosissime mosche che ti si appiccicano sulla pelle, eppure anche loro hanno una ragion d'essere.
Ci troviamo sulla riva del Great Salt Lake e c'è tanta puzza: pare siano i milioni di larve che abitano qui e cibano gli uccelli a provocarla. Sono gli unici organismi in grado di sopravvivere all'altissima concentrazione di sale di questo lago. Ne consegue un simpatico tappeto di mosche che volano via a sciami quando ci passi sopra.

Le brine flies (mosche) al Great Salt Lake, Utah


Quante volte avremmo voluto evitare quella sgradevole sensazione di essere seguiti dai fastidi nel tentativo di ripulirci da ciò che è ormai superfluo? E pensare che volevamo solo fare un bagno nel lago, passare dall'altra parte e dire "ok, ora so cosa devo fare!".

Si passa per il centro di Salt Lake City, città di mormoni, grattacieli che tentano senza successo di superare le montagne alle loro spalle, templi inaccessibili per chi non è un ministro di questa fede.
Quante volte ci siamo sentiti chiusi fuori, nel tentativo di elevarci, con l'impressione di avere le ali ma non potere usarle? Guardando dal basso verso l'alto nel tentativo di trovare lassù le risposte e costruendo strutture di ogni tipo per arrivarci?

Mormon Temple, Salt Lake City

Se avete voglia cercate le vostre risposte, oppure ignorate le domande e magari godetevi solo il paesaggio: questo viaggio continua nei prossimi post. Se ne può trarre ispirazione per cercare dentro se stessi quello che finora si è sperato di trovare fuori, oppure solo guardare le foto: saranno molto più belle di quelle postate oggi, grazie alla meravigliosa natura dei parchi fra le montagne del Wyoming (niente più tappeti di mosche, promesso!).

venerdì 6 giugno 2014

Tempo di interviste (e gratitudine)

Ogni giorno trovo un motivo per ringraziare e sono convinta che più gratitudine coltiviamo nel cuore, più sono le strade che si aprono di fronte a noi.

In questo periodo sto lavorando molto, ho pubblicato alcuni articoli relativi al benessere e alla crescita personale (che condividerò presto con voi!) e mi è capitato anche di intervistare persone interessanti. Lavorare con l'Italia dagli US è ancora più stimolante, perché mi fa sentire quanto i confini del mondo siano solo apparenti. Soprattutto quando i temi che tratti possono essere di ispirazione perché le persone stiano meglio con se stesse.

Al di là delle interviste che ho fatto io e del mio lavoro con la scrittura, sono ancora più grata per le interviste che mi sono state fatte in questo periodo.
Eccone due che mi hanno divertito, ispirato e invogliato ancora di più alla condivisione!

Questa mia intervista è uscita in edicola sulla rivista Sicilia in Rosa, in allegato ogni mese con il quotidiano La Sicilia.
Avete mai voluto smettere di fumare davvero? L'intenzione e la forza interiore sono la vera spinta e con lo yoga si esplorano entrambe.

Ecco uno snapshot e il link:




Trovate l'articolo alla pagina 44 della rivista.
Come segnalato sulla pagina FB di Still Words, ho solo una piccola correzione da fare, perché non voglio che passino informazioni imprecise quando si tratta di yoga: dopotutto è una scienza talmente antica e ne ho talmente rispetto che anche soltanto definirmi "insegnante" mi fa sentire piccola piccola.
I miei sono solo consigli e sono animata dalla certezza che condividere certe perle sia bellissimo e utile per chi ne volesse usufruire. Ma non sono farina del mio sacco! Io le consegno soltanto, come un postino.
Quando dunque leggerete alla seconda pagina gli esercizi di yoga che suggerisco per aiutare nel processo di disintossicazione dalla nicotina, vi prego di notare che il pranayama non è un singolo esercizio specifico (come il respiro dalla narice sinistra che descrivo), bensì l'intera scienza yogica di controllo del respiro. Purtroppo può capitare che i tagli fatti dall'editor della rivista modifichino il contenuto originale... basta un verbo!

Questa invece è un'intervista che ho rilasciato a uno dei miei blog preferiti: Mamma in Oriente. Vi consiglio di dare un'occhiata al blog di questa bellissima persona che vive e racconta la Thailandia in un modo così colorato e sensibile da rapirmi ogni volta!
Questa è la sua nuova rubrica, all'interno della sezione "Blog Italiani nel Mondo" e Still Words ha avuto l'onore di essere scelto come primo blog che figura fra le sue interviste.
Rispondere alle sue domande è stato divertente e non vedo l'ora di leggere le risposte che altri blogger daranno in futuro!


Tempo di interviste, insomma, ma soprattutto tempo di ispirazione, gratitudine e creatività. Come sempre. Ogni giorno ugualmente prezioso e ricco di infinite possibilità.

Vi invito a rilasciare una piccola intervista a voi stessi: scegliete una lettera qualsiasi dell'alfabeto e trovate una parola che inizia con quella lettera e costituisca qualcosa di cui essere grati oggi. Poi proiettate la vostra intenzione sul cogliere, oggi, qualunque opportunità si presenti. Enjoy your life!

giovedì 29 maggio 2014

Il pensiero felice. Esercizio con le bolle di sapone

Fort Hunt Park, Alexandria VA


Insegnando yoga, una delle cose che dico spesso in classe ai miei studenti è di lasciare che i pensieri arrivino senza combatterli. Accettare è il primo passo per fluire in armonia con se stessi, imparando a gestire le emozioni senza negarle, bensì rendendole parte di una visione più completa.

A volte è utile guidare il pensiero: il potere della mente è grande e, per quanto essa sia una scimmia capricciosa che tende a dominarci, possiamo farcela amica e conviverci mettendola al nostro servizio. Come?

Uno dei modi più semplici nei casi in cui proprio non riusciamo a svuotare la mente (ah, se capitano...!) è smettere di fissarsi che vogliamo svuotarla e trasformare invece il pensiero lasciando compenetrare quello negativo con uno positivo.

Ogni volta che il momento buio arriva, la domanda potrebbe essere: quando mi sono sentito felice?
Associando esperienze positive al pensiero, quei momenti in cui fisicamente ed emozionalmente ci siamo sentiti a nostro agio, completi, sereni, possono guidare la mente al punto da convincerla che, dopotutto, preoccuparsi e agitarsi è esattamente lo stesso che essere felici. Due riflessi che hanno la stessa radice.

Huntley Meadows Park, Fairfax County VA

Alcuni esempi pratici di momenti felici che uso io, in ordine sparso:

Una torta fatta in casa la domenica mattina.
Ruzzolare sul prato con il cane.
Le risate con un amico/un'amica.
L'amore con il partner.
Una passeggiata nella natura.
L'esperienza di una bella meditazione.
Il profumo di un luogo familiare.

E così via. Basta trovare i propri momenti felici. In tutta la vita, ce n'è sicuramente stato qualcuno.

Torta di marmellata d'arance amare e melassa

Netherland Carillon Park, Arlington VA

Il pensiero felice va applicato proprio quando quello negativo sembra prendere il sopravvento: le circostanze della vita sono spesso spunto di malumori e tristezza. Non si può combattere contro la vita, è quella che è. Però abbiamo la possibilità di trasformare noi stessi e il modo in cui reagiamo, imparando ad osservare di più prima di lasciare che il pensiero negativo si impossessi di noi.

Non è una negazione, però: se rifiutiamo il dolore e fingiamo che non sia accaduto oppure se ci sforziamo di soppiantare il pensiero negativo con quello positivo, c'è il rischio che restiamo invischiati nel pantano. Quello che possiamo fare è sentire il dolore (in quello siamo bravi!) e metterlo in una bolla di sapone: sappiamo che è lì, ma possiamo contenerlo dentro questa sfera trasparente attraverso cui vediamo cosa è successo di brutto ma allo stesso tempo possiamo scorgere riflessi di felicità provenienti da altre bolle di sapone dentro di noi. I pensieri felici.

Netherland Carillon Park, Arlington VA

Ogni cosa è parte del tutto. Tristezza e felicità, perdita e guadagno, morte e vita. Un continuo processo di trasformazione, di eventi più o meno belli che si succedono ed emozioni ad essi associate. Se possiamo usare le nostre bolle di sapone, intuendo che vengono tutte dallo stesso posto e possono unirsi (sapete quell'effetto bellissimo di due bolle di sapone che diventano una? Quanto ci piaceva da bambini!), comprenderemo che è tutto parte del tutto, una ruota che gira. Invece di farci venire le vertigini, possiamo godercela con tutti i suoi alti e bassi e, chissà, magari divertirci in questa esperienza che è la vita.

Inaugurazione ruota panoramica al National Harbor, Maryland

giovedì 24 aprile 2014

Conigli, acquerelli ed essenze di gemma

Quando la creatività esplode, c'è sempre un'occasione per fare qualcosa di divertente. Curativo per la mente sovraffollata, qualunque esercizio creativo è una fonte inesauribile del proprio potenziale.

Ho scoperto qualche giorno fa gli amigurumi e il crochet. Amigurumi è la parola giapponese per indicare pupazzi fatti a maglia o ricamati. Io che non avevo mai preso in mano un uncinetto mi ritrovo a fare punti catenella, maglie basse, crochet in cerchi e tutto quanto serve per creare un coniglio con il ricamo. E mio marito, tornando a casa da lavoro, mi dice che sembra sia passato un gatto.




Circondata come sono da gemme e cristalli naturali sparsi in tutta casa (sono un'appassionata di cristalloterapia!), ho scelto in questi giorni tormalina nera, fluorite e ambra per farne elisir ed essenze: basta mettere la pietra in acqua in un contenitore di vetro per qualche ora al sole, poi filtrarla in una boccetta di vetro possibilmente spray se l'intenzione è di spruzzare l'essenza negli ambienti, ed eventualmente aggiungere un terzo di parte alcolica (va bene il brandy!) nel caso in cui si abbia intenzione di conservarla per più di qualche giorno.





Perché la scelta di questi specifici cristalli? Per assorbire la negatività e purificare gli ambienti: sono tutte pietre molto efficaci a questo scopo. La tormalina nera e la fluorite, in particolare, servono proprio per proteggersi dall'elettro-smog (derivante dalle onde di cellulari, computer e televisori). La tormalina nera (detta anche sciorlo) fa anche di più: non si limita ad assorbire le onde, le riflette anche, schermandoci se posta fra noi e lo schermo.




E visto che ho aspettato di essere in America per seguire un corso di disegno (succedeva ormai un anno fa), ho ripreso dopo tanto tempo la matita e il carboncino in mano e ho cominciato a scarabocchiare qui e là. Mancava qualcosa, però: colore. Così ho iniziato a esplorare acquerelli e tempera.







Come potete vedere dai miei scarsi risultati artistici, non serve essere bravi: non importa che il risultato sia perfetto, quello che conta è imparare a focalizzarsi e divertirsi con naturalezza e facilità. Succede, quando sciogliamo le tensioni. Ottimo per sviluppare la concentrazione e contro lo stress!

Ovviamente poi ci sono i grandi amori: per me la scrittura. Scrivere aiuta a gestire le emozioni e, applicando introspezione, aiuta a capirsi più in profondità e chiarire i dubbi quando ci sono. Tenere un diario è una delle forme più efficaci di comunicazione con se stessi: basta scrivere senza pensare troppo alla forma, ma lasciarsi andare e rileggere solo quando finito. Magari dopo qualche giorno, quando ciò che abbiamo scritto potrebbe essere estremamente illuminante.

Applicare la propria creatività, non importa come, ha un effetto rilassante ed espande le nostre prospettive. Troppo spesso vedo persone chiudersi entro certi confini, imponendosi limiti e giudicandosi mai abbastanza: basta qualche ora distribuita nel corso della settimana per essere creativi e trarne giovamento a livello fisico e mentale.

Essere creativi aumenta le nostre capacità di focalizzazione, ci permette di comunicare più apertamente e intensamente, lascia uscire il nostro talento e ci fa finalmente guardare a noi stessi come le persone speciali che siamo, godendo più del processo che dell'obiettivo.


lunedì 14 aprile 2014

Prima, vera



Se dovessi scegliere un mese soltanto per abitare a Washington DC, sceglierei quello del Cherry Blossom: Aprile.
L'esplosione di fiori quest'anno è stata ancora più energica, visto che fino a inizio del mese nevicava ancora. Le gemme non vedevano l'ora di aprirsi e, quando finalmente hanno trovato il clima ideale, sono sbocciate in questi fiori delicati che si concedono generosamente.
Passeggiare lungo il Tidal Basin è una doccia di allegria, ogni soffio di vento leggero lascia cadere petali sopra le teste di chiunque passi in prossimità degli alberi.

Dovevo essere in viaggio, in questo periodo: Argentina, Cile e Patagonia. Ma la primavera soffiava in altre direzioni e una nuova, intensa, emozionante avventura è sbocciata nella stagione perfetta per ogni nuovo inizio: un lavoro impegnativo ma in assoluto il migliore che potessi trovare.
Per una volta, vale la pena fermarsi e accettare il rinnovamento. Perché sono pronta e, solo quando si vuole davvero e ci si libera delle emozioni negative che non ci servono più, le cose accadono.

Nelle stagioni della vita è facile incontrare e imparare a conoscere certe proprie resistenze al cambiamento: la paura è una delle cause principali che ci impedisce di rinnovarci, di aprirci all'ignoto. Non c'è niente di cui essere più grati: quello che ci sembra faticoso e sfidante è l'opportunità che abbiamo per vincere quella paura e aprire il cuore alla vita, al flusso di prosperità che altrimenti bloccheremmo.
L'unica verità è quella che portiamo dentro quando lasciamo sbocciare noi stessi.

Distesa sul prato di fronte all'acqua del Basin, accolgo la naturale evoluzione della vita, la prima vera stagione che apre un nuovo capitolo dipinto del tenue rosa dei ciliegi in fiore.




giovedì 6 marzo 2014

Lifestyle blog. E chi se lo aspettava?


Tramonto al National Mall, Washington DC

Lunga assenza dal blog per la prima volta: come sempre tante cose da fare in questa America, ma anche un bel respiro che evidentemente era necessario per arrivare oggi a questo post.
Ci voleva quasi un anno (da quando ho iniziato a scrivere qui) per pormi la domanda fondamentale: di che cavolo parla questo blog?
Credetemi quando vi dico che, nel percorso a ritroso che ho fatto per capirlo, mi sono sorpresa io stessa. Ed è stato un altro modo per conoscermi meglio.


Blog di viaggi?
So che in molti seguono questo blog perché amano viaggiare e hanno trovato qui qualcuna delle mie avventure in giro per il mondo. Per non parlare del fatto che vivo negli Stati Uniti e, inevitabilmente, questo blog trova lì il suo quartier generale.
Vero: sono un'italiana all'estero e per di più viaggio molto, ma i viaggi sono solo una passione e non il filo conduttore di questo blog.
Perciò no, questo non è un blog di viaggio. Per quanto ami condividere i miei viaggi e leggere di quelli altrui, il viaggio è qui solo un pretesto per allargare gli orizzonti.

Interlaken, Svizzera

Blog di yoga?
Anche in questo caso, lo yoga è parte integrante del mio stile di vita e di per sé alimenta la mia creatività.
Ma, ancora una volta, non si tratta di un blog di yoga: qui non si parla esclusivamente di tecniche. Lo yoga è uno strumento di consapevolezza per una crescita personale e un miglioramento della qualità della propria vita. Ancora una volta, per allargare gli orizzonti e guardare se stessi più in profondità.

Simpatico albero che osserva, Old Town Alexandria

Blog di comunicazione?
Si parla di creatività, di come usare le parole, di spunti per la scrittura e la comunicazione. Deformazione professionale nel mio caso? Forse. Ma anche questi sono strumenti: per migliorare le relazioni con gli altri attraverso un'applicazione più lucida ed efficace del proprio linguaggio (e non solo quello verbale!). Partendo, di nuovo, da una relazione più consapevole con se stessi.


Esercizio durante un corso sulle relazioni autentiche: avevamo
a disposizione solo colori a spirito e la nostra creatività in relazione col Sé


Food blog?
Qualcuno ha apprezzato le ricette che ho postato ogni tanto. Se le avete provate, però, saprete che non hanno il solo scopo di deliziare il palato ma anche l'anima, canalizzando creativamente e costruttivamente le emozioni attraverso il procedimento e non solo il risultato. Ancora una volta, per trovare in se stessi gli ingredienti per essere felici e perfettamente bilanciati.




Tools, insomma. Elementi di creatività (e ne starò dimenticando sicuramente altri che ho utilizzato: libri, arte, fai-da-te...) che a me sono congeniali ma si riconducono ad un'unica fonte, sempre la stessa. Perché sempre più persone trovino serenità e benessere, conducendo la propria vita con autenticità. Forse questo blog è tutti quei blog insieme e nessuno.

Il marketing direbbe che sono pazza, che dovrei avere un unico argomento chiaro e non svolazzare a destra e sinistra confondendo i lettori.
Grazie a Dio, io non vendo niente qui. Non voglio arrivare per forza a 10000 followers solo per avere un numero, questo blog non è nato nella speranza di trovare lavoro come ho visto fare a tanti che lo hanno creato con quell'obiettivo, né ho bisogno di sfogare qui il mio desiderio di scrivere visto che lo faccio già per lavoro (e per passione) a prescindere.
Quello che vedete e leggete qui, grafica e post, è nato senza istruzioni per l'uso, dalla mia sensibilità e voglia di condividere, divertirmi e canalizzare la mia creatività.

Magic Gardens, Philadelphia - clicca qui per altre foto di Philly

Nella ricerca di una definizione per questo blog, per rispondere a chi lo chiede e scegliere finalmente una volta per tutte una dicitura nei menu a tendina quando condivido i miei post su certi social network, resta ancora però da dargli un nome.
Una voce esterna mi ha invitato a definire ciò che faccio life coaching. Non ho capito ancora esattamente cosa faccia un life coach, di sicuro ho sempre pensato che le persone non abbiano bisogno di consigli ma piuttosto di se stesse. La vera guida per me non è chi dà precetti e consigli preconfezionati in base a ciò che ha studiato, bensì chi con umiltà indirizza le persone verso se stesse risvegliando quella consapevolezza che ciascun essere umano ha già dentro di sé. Una persona saggia, insomma.

Isola di Djurgarden - Stoccolma, Svezia

Non so se questo è il blog di una life coach, ma intanto mi limito a condividere la mia esperienza di essere umano che, come tanti altri, sta compiendo un percorso che non finisce mai. E, nel corso del cammino, ha visto quanto si possa essere più felici una volta imparato a gestire la propria mente e le proprie emozioni.
Tutti possono farlo, la vita offre milioni di spunti per farci riuscire, non c'è bisogno di cercare fuori quello che abbiamo già dentro di  noi. Basta solo sciogliere la patina di troppo che stiamo indossando.

Ghiaccio al Waterfront, Old Town Alexandria

Al di là del life coaching, questo blog è stato eletto ufficialmente da oggi lifestyle blog. Mi suonava strano all'inizio, perché ho sempre collegato il lifestyle blog a cose tipo "come limare le unghie perfettamente in linea con i polpastrelli", "cosa abbinare scarpe viola e borsetta arancione", "cosa ne pensi dell'ultima ragazza di Johnny Depp?"...
Ciascuno condivide con il linguaggio e i contenuti che più gli sono congeniali, ovviamente. Basta essere appassionati di ciò che si fa e tutto è ugualmente valido e prezioso.

Lifestyle non significa soltanto moda ma soprattutto modo: quello in cui si sceglie di condurre la propria vita, l'insieme di azioni che intraprendiamo possibilmente da una prospettiva completamente diversa, non dall'interno all'esterno (per cambiare il mondo o piacergli a tutti i costi) ma dall'esterno all'interno (per trasformare noi stessi, osservando le nostre qualità e i nostri limiti mentre con il mondo interagiamo). In una parola: consapevolezza. In un'altra (corollario e applicazione pratica della prima): creatività.

Isola di Djurgarden (camminando verso lo Skansen) - Stoccolma, Svezia

Se vi state chiedendo dunque cosa c'entrino le foto in questo post, nel tentativo di seguire un percorso e trovare la strada per una spiegazione, vi invito ad essere creativi e a togliervi di dosso i panni del marketing.
Il sottotitolo di questo blog è "storie di una mente neutra in viaggio": il viaggio siamo noi a dirigerlo e la creatività ha una sua coerenza, se sappiamo localizzarci usando non solo l'emisfero sinistro del cervello ma anche quello destro.
Questo per me è la mente neutra: quello spazio da cui abbiamo una visione chiara di noi stessi e allora tutte le strade che imbocchiamo ci vedono camminare dritti e fieri, senza dubbi, capaci di gestire le nostre (bellissime e fondamentali) emozioni e arrivare a destinazione con un bagaglio più leggero.
Per la cronaca, non so chi sia l'attuale ragazza di Johnny Depp. Ma, chiunque sia, di sicuro ha ottimi gusti in fatto di uomini! Parola di lifestyle blogger.